LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO. L’Africa come non è mai stata raccontata prima.

La prima volta che ho ascoltato Mohamed Konaré era luglio del 2018 e ho capito subito che non era una persona come tante altre. Quell’esperienza e la
conoscenza delle dinamiche che plasmano il nostro mondo, dovevano essere assolutamente portata alla luce. Ho deciso di intervistarlo.

Non è stato facile: somo stati molti gli ostacoli, di varia natura, che si sono interposti tra il nostro primo contatto e la realizzazione della prima intervista. Ma alla fine quell’intervista è stata pubblicata su Byoblu, il blog di Claudio Messora e ha risuonato in Italia e fin nel profondo dell’Africa.

Da quel momento la tematica del Franco Cfa, la moneta coloniale francese che incatena tanti Paesi
africani, è arrivata alle orecchie dell’opinione pubblica ed è diventata un tema di dibattito.

Oggi sono onorato di concedere al blog Mysterion la trascrizione integrale, adattata per la lettura, dell’intervista che per MePiù ho fatto a Mohamed Konaré nella quale emerge tutta l’umanità di questa persona, portandoci a fondo su quelle che sono oggi le cause dell’immigrazione che stiamo vivendo in Europa, che, dal suo
punto di vista, è una deportazione della gioventù africana.

Le parole che leggete da ora in poi non sono per tutti: potrebbero cambiarvi la vita come potrebbero infastidirvi parecchio. Dipende da quanto sono solide le convinzioni che avete sul fenomeno dell’immigrazione.

Ringrazio il blog Mysterion di Enrico Sanna, con il quale MePiù collabora, per aver concesso questo spazio.

Eugenio Miccoli

 

 

 

Intervista di Eugenio Miccoli a Mohamed Konaré.

 

 

(E) Buonasera Konaré! Finalmente riusciamo a rincontrarci dopo quasi un anno e mezzo dalla nostra prima e ultima intervista. Da quel momento la tua vita possiamo dire tranquillamente che è cambiata!?

(K) Veramente! Nel mondo italiano sì. Per quello che riguarda la società civile italiana, penso che questa intervista abbia permesso a molte persone di capire di che cosa parlavo da anni riguardo il Franco CFA. Da quel momento in poi ho capito che la società civile italiana sapeva poco o niente di quello che succedeva in Africa, quindi mi sono adoperato per spiegare in modo semplice, chiaro, quale è la reale situazione africana.

(E) Dall’estate del 2018 a oggi tu hai fatto molte conferenze in alcune delle quali hai spiegato nel dettaglio il meccanismo del Franco CFA, hai continuato a pubblicare molti video (alcuni anche su “Mepiù”) e soprattutto hai preparato una denuncia.

(K) Alla Corte penale internazionale.

(E) Ci vuoi raccontare di che cosa si tratta?

(K) Dopo la risposta della corte penale internazionale ho lavorato ampiamente, ho preso quasi un anno per accumulare più prove, più documenti. Ho fatto la traduzione sia in francese, sia in italiano che in inglese, che presto metterò in rete, poi vedremo cosa risponderà la Corte. In base a questo capiremo se è una Corte Penale Internazionale o se è una corte penale dell’oligarchia.

(E) Che cosa chiedi tu alla Corte?

(K) Ho portato tutta la documentazione oltre alla testimonianza di molti africani sulle motivazioni della immigrazione di massa che vediamo (io non la chiamo immigrazione, io la chiamo deportazione di massa e poi più avanti potrò dare i motivi per i quali dico che è una deportazione di massa), perché se ci limitiamo a guardare la cosa dalle coste libiche verso l’Italia, non capiamo niente di tutto quello che succede a monte. Invece dobbiamo partire dal perché arrivano lì, come arrivano lì, dopodiché possiamo cercare le soluzioni. Però le soluzioni sono semplici, come lo vado sempre ripetendo. Basta smettere di depredare l’Africa, che è messa sotto scacco da questo sistema monetario, il Franco CFA, che, ripeto sempre, è un sistema monetario che la Francia ha copiato dallo Stato nazista tedesco. La Germania, quando ha preso il controllo della Francia, come tutti gli altri stati “ vassallizzati “, che cosa ha fatto? Ha preso il controllo del polmone economico della Francia. La prima cosa che ha fatto la Germania è prendere il controllo dell’economia francese, svalutare prima il Franco francese, dopodiché cambiare il Franco francese con un marco tedesco sotto il loro controllo. Il 25 dicembre del 1945, con un decreto, De Gaulle ha applicato lo stesso sistema agli africani (15 Paesi di cui parliamo, cioè i Paesi dell’Africa, dell’ovest dell’Africa centrale e delle Isole Comore), ha applicato lo stesso sistema che permette alla Francia praticamente di arricchirsi gratuitamente alle spalle del popolo africano.

(E) Ma, secondo te, perché si continua a puntare l’attenzione solamente su quel pezzettino finale del fenomeno, su tutto quello che ruota intorno all’accoglienza, alla integrazione, per come la chiamano (che poi integrazione bisogna vedere quanto lo è)? Perché si continua a puntare l’attenzione, secondo te, solo su quello?

(K) Per deviare l’opinione pubblica perchè, se la gente comincia a capire veramente le cause che provocano l’esodo dei giovani africani, diranno: “Fermatevi! “. E loro non si possono fermare perché vivono della carne e del sangue del popolo africano e sono riusciti a fare questo imponendo ai popoli africani questa moneta! Questa moneta criminale di origine nazista per continuare la colonizzazione.

(E) Sei d’accordo con me sul fatto che questo fenomeno viene sfruttato nella stessa maniera, anzi con modalità diverse ma allo stesso livello, sia da chi sta da una parte sia da chi sta dall’altra degli schieramenti politici?

(K) Certo! E questo l’ho sempre detto! Secondo te perché mi sono sempre tenuto alla larga dei politici? Mi hanno cercato tutti: dalla sinistra alla destra. Però io, sapendo che fanno tutti parte di un gioco, che sono tutti sotto la cupola di questo potere transnazionale finanziario, non posso affiancarmi a nessuno.

(E) Le ultime volte che abbiamo parlato di questi fenomeni, soprattutto della parte politica di essi, c’era ancora il governo giallo-verde e c’era in carica al governo, come ora, il Movimento 5 Stelle. Solo che non era alleato con i vari Marattin, i vari esponenti del Pd che hanno negato per tanto tempo questo fenomeno ( anche semplicemente quello del Franco CFA viene e veniva definito una bufala da Marattin) . Hai detto anche sempre un sacco di belle cose sul Movimento 5 Stelle per come si era approcciato alla situazione, poi?

(K) Anche se avevo qualche riserva, conoscendo come funziona la politica, però ho apprezzato molto il coraggio che hanno avuto i giovani politici italiani a denunciare una cosa che dura da 75 anni: il sistema monetario criminale Franco CFA. A parte i popoli, tutta l’oligarchia lo sa ma l’hanno tenuto nascosto, hanno fatto in modo che nessuno sapesse. Anche certi professori della Bocconi non sapevano nulla del Franco CFA.

(E) Ma, secondo te, la lotta del Movimento 5 Stelle sul Franco CFA è finita?

(K) Da quello che sto vedendo, da quando la Francia ha richiamato il suo ambasciatore a Roma, non se n’è più parlato.

(E) Era Gennaio di quest’anno del 2019?!

(K) Del Franco CFA fa non se ne parla più. Si parla solo di accoglienza e di non accoglienza quando il problema non è quello. Quello che tutti devono capire io lo sto ripetendo fino alla nausea: siamo centinaia di milioni in Africa! Finché noi saremo costretti a stare in questa nuova forma di schiavitù, perché schiavitù è e nient’altro, i giovani africani partiranno e il 70% della popolazione africana ha meno di 30 anni! Ci rendiamo conto di quello che può succedere? Io non parlo nemmeno più con i politici, parlo con i popoli affinché facciamo pressione su questa oligarchia per cercare di cambiare questo sistema monetario.

(E) Ai popoli però è stato raccontato che si sta cercando di uscire dal Franco CFA con una nuova moneta che si chiama Eco.

(K) È una mega balla e l’ho scritto. Chi va a vedere nel mondo africano quello che sta succedendo riguardo all’ECO, perché è tutto censurato, si renderà conto che è una mega menzogna. Noi abbiamo chiesto: 1) la nostra moneta non deve più essere battuta in Francia; 2) la Francia deve uscire totalmente dalla moneta africana. Niente di questo succede. L’ECO continuerà a essere battuto in Francia, le istituzioni rimangono le stesse, i principi di questa moneta rimangono gli stessi. Non è cambiato nulla! Hanno solo cambiato i nomi e perché l’hanno fatto? Perché si sono resi conto che una discussione, che era tenuta in una élite africana al 99% corrotta, è arrivata al basso popolo. Gli africani hanno cominciato a capire, anzi hanno capito il danno causato dal Franco CFA, quindi tutte le popolazioni africane sono in piedi. Che cosa potevamo fare altro? Fare il gioco delle tre carte: fingere di cambiare senza cambiare nulla. E tutti i movimenti panafricani si son messi in piedi per dire che nel 2020 questa moneta Eco non dovrà nascere, perché è solo cambiare moneta.

(E) I governi invece come si pongono sull’ECO?

(K) Dire governi africani, secondo me, è anche un errore lessicale perché noi siamo sempre delle colonie.

(E) Le delegazioni diciamo.

(K) Non abbiamo il controllo del nostro territorio. L’Africa è militarmente occupata in tutti i punti strategici. Nel Mali la gioventù è in piedi per chiedere la partenza di tutti gli eserciti stranieri perché abbiamo capito il gioco del terrorismo fasullo per cercare di balcanizzare l’Africa. Il problema della balcanizzazione dell’Africa è un progetto che hanno in mente dagli anni ‘60, non sono mai riusciti a metterlo in moto. Oggi hanno l’emergenza di farlo, quindi si sono inventati il terrorismo in Africa nera che non esiste. Cosa esiste? Esistono gruppi di malfattori finanziati, addestrati, appoggiati dai servizi francesi e protetti dall’esercito francese. Se andate a vedere sui siti africani vedrete tutto, potrete verificare tutto quello che vi sto dicendo.

(E) È su questo che farai la denuncia?

(K) Sì, anche questo fa parte. Ho preso tutta la situazione: sia il monopolio francese, cioè le industrie francesi, come fanno a monopolizzare tutta l’economia africana, sia l’occupazione militare, il posizionamento delle basi militari francesi, sia come fanno a portare chi è disposto a prendere la sua parte della torta tradendo il suo proprio popolo perché questa è la situazione africana. Eugenio le nostre costituzioni sono state scritte dai francesi, gli accordi militari tra l’Africa e la Francia sono segreti, il poco che sappiamo è disarmante.

(E) E come vedi l’evoluzione della presenza italiana nel Nord Africa? Negli ultimi anni, da quando è caduto Gheddafi in poi, anzi, da quando è stato fatto cadere Gheddafi in poi, si è annullato questo…

(K) Ma lo si sapeva, lo si sapeva che se saltava Gheddafi saltava tutto lì. Oggi sappiamo tutti perché Gheddafi è stato ucciso, solo perché voleva aiutare l’Africa a uscire dal Fondo Monetario Internazionale. Sta sotto i nostri occhi quello che sta succedendo in Ecuador, perché hanno consegnato Assange al governo inglese. I quattro miliardi e mezzo dati all’attuale presidente ecuadoriano…

(E) Dal Fondo Monetario Internazionale.

(K) Tutta la politica di austerità che il presidente dell’Ecuador sta mettendo in moto già da molto tempo, di cui non si è parlato. Poi c’è stata quella ciliegina sulla Nafta che ha fatto alzare tutto il popolo Ecuadoriano e abbiamo visto i massacri che ci sono stati. Chissà come andrà a finire! Gheddafi era la garanzia della stabilità in questa zona, non è che dico che Gheddafi era un angelo, però nessuno può negare che il popolo libico aveva un livello di vita che tutti i Paesi arabi invidiavano. Gheddafi, sapendo che l’unico modo di aiutare il popolo africano era creare una moneta africana, ha messo sulla tavola il doppio dei fondi che aveva il Fondo Monetario Internazionale per creare il Fondo Monetario Africano, per creare una moneta africana basata sull’oro. Stava tentando di fare delle cose che avrebbero destabilizzato tutto.

(E) Tutto l’equilibrio che c’era tra l’Occidente e lo sfruttamento dell’Africa sarebbe crollato.

(K) Ecco! Hanno deciso di assassinarlo per questo! È semplice, e le prove ci sono. Le email di Hillary Clinton sono sotto gli occhi di tutti.

(E) Ma non vedi il pericolo che però arrivi una nuova potenza magari a colonizzare gran parte dell’Africa? Ad esempio si parla tanto della Cina ultimamente.

(K) Certo il pericolo esiste solo che i cinesi non hanno mai colonizzato gli africani e i cinesi sono in Africa per fare affari. Chiunque arriva in Africa vede un terreno senza controllo. Dico: “ noi siamo delle colonie! “. E chiunque, visto che l’Africa è considerata come il serbatoio delle materie prime e materie strategiche, va per cercare di prendere la sua parte. Questa è la realtà dei fatti! Come spieghiamo che delle persone rimangono al potere 30-40 anni sostenute dalla Francia? Massacrano chiunque apre la bocca! E perché i francesi si arricchiscono (quando dico il francese preciso bene: qui stiamo parlando di un’oligarchia non dei popoli e la prova ce l’abbiamo sotto gli occhi! È un anno che il popolo francese è per strada. Cos’è successo? Morti, mutilazioni, arresti…

(E) Repressione in generale.

(K) Repressione in tutte le sue forme.

(E) Certo che oggi viviamo in un mondo un po’ particolare: quello che vediamo, che abbiamo visto in Francia con i gilet gialli potrebbe essere anche simile a quello che stavi raccontando prima del Ecuador e allo stesso modo simile a quello che sta succedendo a Hong Kong.

(K) Anche in Africa nera.

(E) Poi però, se andiamo a vedere le motivazioni, o anche le forze che probabilmente hanno incentivato determinati movimenti, sono di matrice totalmente diversa. Mi spiego meglio: a Hong Kong probabilmente di spontaneo c’è molto poco. Lì ci sono degli interessi nella destabilizzazione della politica interna cinese per il mantenimento di alcuni poteri che sono stabili, presenti all’interno di Hong Kong, che non sono paragonabili alla situazione, ad esempio, in Francia.

(K) Come le primavere arabe.

(E) Esattamente! Essendo un momento molto complesso, ora tu hai trovato una chiave di lettura per poter decifrare questa tipologia di eventi?

(K) Io penso che stiamo assistendo a una lotta gigantesca tra due poteri, due visioni di come arrivare a quello che chiamiamo tutti il Nuovo Ordine Mondiale. Guardando la politica attuale americana, uno si rende conto: il clan clintoniano e quello dell’attuale presidente, vediamo lo scontro feroce che si stanno facendo tra di loro. Quindi ci sono due visioni di come arrivare a un progetto, a un unico progetto, però nella sostanza sono gli stessi poteri che lottano tra di loro e l’umanità è in mezzo a questo! Eugenio io penso che è proprio il paradigma nel quale viviamo che deve cambiare! Sarà un lungo processo. Urgentemente quello che bisogna fare, parlando del mio popolo, è uscire da questa moneta criminale, perché finché l’Africa sarà in questa situazione, in questo sistema Monetario, economico, in questo monopolio francese (fra virgolette sono costretto di precisare dell’ “oligarchia francese e della sua oligarchia industriale”), i Paesi africani moriranno di fame. Basta vedere un po’ i principi di questa moneta per capire che è metterti le catene invisibili. Tutto qui! L’africa è un campo di concentramento in scala continentale. Ci ricordiamo tutti di Auschwitz? Ecco è Auschwitz su 31 milioni di km quadrati quello che succede in Africa. Sarà un po’ forte però bisogna spiegare per fare capire meglio alla gente in che condizione sta il popolo africano. L’Africa è un campo di concentramento in cui tutti i giorni bambini, donne, vecchi, giovani muoiono di fame, muoiono di guerra. Chiunque dice che ci sono Stati in Africa sta prendendo il mondo intero in giro! Nell’Africa come la conosciamo, questi Stati escono dalla Conferenza di Berlino dove l’oligarchia, la stessa oligarchia occidentale si è riunita e ha diviso l’Africa come una torta: ognuno si è preso la sua parte. Qualcuno ha cercato di dare un po’ di respiro al suo territorio, come fanno gli inglese che sono molto soft, ma i francesi hanno una violenza inaudita perché affamano.

(E) Lo sai che qualcuno mi ha scritto che tu, quando parli in francese, dici cose razziste nei confronti del popolo bianco? Mettiamola così: delle popolazioni bianche.

(K) Che trovi il testo dove ho scritto qualcosa e ne discutiamo. Quello che scrivo è tutto in rete quindi chiunque lo può leggere, ma guarda che è solo un modo di cercare di dare il discredito alla lotta che stiamo facendo. Hanno cercato di negare il Franco CFA, non riescono, allora cercheranno in tutti i modi di screditare la mia persona perché sto diventando un problema per loro. Sappiamo tutti che è una lotta tra i popoli e l’1%: un’elite transnazionale! Anche nel mondo africano ci sono gli estremisti che vogliono andare allo scontro con gli altri popoli, però è tutta gente manipolata dal sistema perché hanno bisogno di dividere per potere controllare. Io ero sabato a Roma, sono venuta a Roma solo per quella manifestazione, era una manifestazione italiana: un razzista che fa in mezzo?

(E) Poi un’altra parte dei tuoi detrattori dice che lavori per l’America perché non la nomini mai. Quale è il ruolo dell’America? Come si stanno muovendo gli Stati Uniti in Africa?

(K) Io so di sicuro che gli americani anche loro fanno il loro gioco in Africa quindi hanno cercato attraverso le chiese evangeliche di penetrare l’Africa. Ci sono molte ONG americane che in realtà sono tutta roba della CIA. Sono dettagli che sappiamo. Sappiamo che l’Africom tra un po’ sta cercando di installare una base nel Senegal, quindi gli americani, come tutti gli altri, cercano di entrare in possesso dei territori africani. Per la prima volta nella sua storia la Cina ha aperto una base militare esterna. Dove l’ha fatto? In Africa. Tutti cercano di occupare il territorio africano perché sanno che è il serbatoio delle materie prime, delle materie strategiche. Se un solo giorno gli africani bloccano la partenza delle ricchezze africane, l’economia del mondo trema! Questa è la verità! Le fabbriche si fermano, viene tutto da lì! Nel frattempo il popolo africano scappa dalla sua terra per falso terrorismo, per guerre pilotate, perché tutte le guerre che fanno in Africa al nome della democrazia, dei diritti umani sono solo manipolazione. La democrazia delle bombe. Si porta la democrazia con le bombe, si lasciano dittatori al potere. Attualmente, non potendo più fare nulla, stanno spingendo i dittatori africani a cambiare la costituzione per rimanere al potere. In Guinea da ieri a oggi ci sono 5 morti; la popolazione è ancora per strada. Basta andare in rete per vedere tutto quello che sta succedendo. In Camerun stanno cercando di creare una secessione. Ti do il caso del Ghana che non fa parte del Franco CFA, che è una ex-colonia inglese. Quando il Ghana ha rifiutato l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, perché loro te lo impongono, subito è nato una secessione. Qualche settimana fa c’è stato un tentativo di colpo di stato: questo è il sistema!

(E) Però non se ne sa niente qua in Italia.

(K) No nessuno ne parla. Nessuno.

(E) Il sistema mediatico è completamente…muto.

(K) Nessuno ne parla. Del Franco CFA hanno tentato di negare l’evidenza.

(E) Ma possiamo dire anche:” in tutta l’informazione”. Perché poi, a parte su Me+ e su pochissimi canali sul web, non se ne parla proprio di Africa.

(K) No. C’è censura totale, c’è una censura totale. Dopo l’ultimo viaggio di Macron e le dichiarazione che stanno facendo i politici italiani, io mi sono detto che qui bisogna muoversi perché stanno cercando di camuffare tutto. Vedete come queste persone si contraddicono tra di loro stessi? Qualche mese fa il governo italiano, nella persona del ministro Di Maio, ha avuto il coraggio di tirare fuori delle parole che hanno risuonato nell’Africa profonda. Oggi non dice più niente anzi parlano di cooperazione, di accordi con Paesi come il Senegal dove l’attuale dittatore del Senegal, con tutti gli scandali che sono usciti sulla BBC, tangenti riguardo al petrolio, tutte le ruberie che fanno, arresta chiunque parla. Ogni giorno viene arrestato qualcuno, altri sono assassinati. Andate a vedere le galere in Africa: è pieno di prigionieri per delitti d’opinione.

(E) Sai cosa stavo pensando Konarè? Che noi da qui, dall’Italia, da Roma, parliamo di queste cose e le vediamo molto distanti, cioè le vediamo come un fenomeno assolutamente incomprensibile, che però ha il suo senso perché ci sono le risorse. Ma io sto pensando che se domani accadesse anche all’Italia una cosa del genere, quindi sparire dalla scena mediatica mondiale, mentre si fanno dei soprusi sulla popolazione, mentre vengono prodotte guerre, mentre viene saccheggiato il territorio, non so quanto sia veramente comprensibile.

(K) Perciò dobbiamo spiegare.

(E) Oggi se si parla di immigrazione, se parla Di Maio, se parla chiunque altro, parla di hotspot in Libia piuttosto che in Tunisia, parla di blocco navale qualcuno, qualcun altro parla di accoglienza indiscriminata, però poi non si affrontano realmente quali sono le questioni.

(K) La Libia non esiste nemmeno più. La Libia è “no man’s land”, dove ogni gruppo ha un pezzo di territorio. C’è questo governo fantoccio che cercano di fare passare per nuovo governo libico. Vediamo le attualità, sono sotto gli occhi di tutti, quindi parlare di hotspot in Libia è un bluff. La verità è che vogliono deportare la gioventù africana. È tutto qui. Vogliono l’Africa senza gli africani. Poi siamo un po’ realisti, guardiamoci intorno, quando viaggi per l’Italia, per l’Europa, vedi in che condizioni vivono gli africani. Nessuno li aiuta, nessuno. Sono buttati dietro le stazioni a dormire e a vivere in condizioni disumane e poi fingono di voler aiutare gente in mare per poi dopo lasciarli per le strade, metterli in condizione di lavorare come schiavi. Nei tempi della schiavitù non conveniva ai padroni di lasciare nascere altri bambini schiavi e loro ti sfruttavano fino alla morte perché il mercato era aperto, c’erano sempre nuovi schiavi in arrivo, quindi:” quello muore ne compro uno a basso prezzo”. Nel “Codice Nero” francese, si poteva cambiare uno schiavo con un pacchetto di sigari.

(E) sì oggi si fa la stessa cosa con i consumatori probabilmente, no?

(K) È la stessa cosa!

(E) Ma, secondo te, c’entra qualcosa il fatto che l’Europa si sta svuotando di europei?

(K) Se i dati sono esatti, quasi 200.000 giovani partono dall’Italia.

(E) Ogni anno certo. Forse anche 300.000 se non sbaglio.

(K) Perché partono? Nessuno lascia la propria terra perché non gli piace, uno va perché è costretto.

(E) Ma soprattutto non nascono gli italiani. È quello il problema.
Secondo te questo sistema, che viene attuato in Africa quotidianamente, è anche dovuto al fatto che in Italia non nascono più europei e quindi c’è bisogno di popolazione che sia consumatore, produttore, cittadino in qualche modo, che sia ingranaggio di un determinato sistema?

(K) Sì ma, anche se nascono i bambini in Italia, però quelli che ci sono perché partono? Questa è la vera domanda. Se quelli che ci sono, i giovani italiani rimangono, però c’è bisogno di altre persone allora uno può dire: “a beh abbiamo i giovani in piena occupazione, abbiamo bisogno di gente per lavorare, li facciamo arrivare dai canali ufficiali con i visti, ma i giovani italiani partono, i giovani africani affamati, sotto le guerre, sotto la dittatura scappano. Eugenio una sigaretta in Africa è un lusso!

(E) Ecco a proposito di questo però, come mai, secondo te, si dice nei telegiornali, nei comizi politici: “ Abbiamo bisogno di immigrazione perché c’è bisogno di manodopera, perché c’è bisogno di persone che pagano le pensioni ai nostri anziani, eccetera” e poi non si sviluppano quei canali ufficiali per farli venire?

(K) È una menzogna! Andiamo nel Sud Italia a vedere in che condizioni vivono gli africani che ci lavorano nei campi, e questo dura da vent’anni. Dall’inizio degli anni ‘90 fino ad oggi la popolazione che lavora nelle piantagioni, nei campi è triplicata. Vivono nelle case abbandonate, in mezzo alle foreste, senza nessun diritto, per qualche spicciolo lavorano al giorno. Tu pensi che un italiano a casa sua accetterebbe una tale situazione? No! Preferisce andarsene oppure rimanere a casa però non accetterà di farsi sfruttare da un altro italiano.

(E) Però, secondo te, perché i Governi europei non creano i canali di immigrazione ufficiali regolari?

(K) È perché vogliono uno scontro e tutto questo fa parte di un progetto, un progetto diabolico. Quando c’era ancora il Governo Conte-uno, tutti i giorni lo ripetevo: “ O cerchiamo di fare qualcosa o qui ci sarà uno scontro tra poveri! “. Perché i poveri italiani, massacrati dal sistema, se la prenderanno con i poveri africani, che scappano da questo campo di concentramento che è l’Africa, per cercare almeno di avere un pasto al giorno, secondo me, è perché non sanno le realtà dell’Occidente attualmente. Almeno qui un pasto al giorno non ti manca, in Africa l’acqua potabile non ce l’hanno. Guarda il Niger, da dove la Francia prende tutto il suo uranio. Il cosiddetto presidente del Niger arriva in Italia, lo ricevono in pompa magna, si fanno accordi commerciali. È che anche l’oligarchia italiana vuole la sua parte della torta, come lo fa la Cina, come lo fanno tutti gli altri, perché siamo in un sistema predatorio! Eugenio l’economia reale è solo il 5%, tutto il resto è speculazione. Il mercato primario e il mercato secondario…quasi tutto oggi si fa sul mercato secondario, quindi l’economia reale non esiste più. Se non si investe sulle risorse umane, se non si investe nelle aziende, se non si da la possibilità ai popoli di lavorare in dignità, ci troviamo in questa situazione. Guarda che in Europa non siamo lontani da lì! Guardiamo che cos’è successo in Grecia! La Grecia è diventato come un Paese africano! Te stesso hai fatto un’intervista in Grecia, che io ho visto. Ecco, sei stato lì, quindi sai benissimo qual è la situazione greca. Chi ha messo i greci in questa condizione?

(E) Lì è successo un po’ quello che stavamo dicendo prima, quindi prima l’imposizione da parte delle FMI di un prestito a fronte di bilanci, che a un certo punto escono fuori essere falsati e dopodiché negli ultimi… tre anni? Quattro anni? è completamente sparita la Grecia dai radar dell’informazione.

(K) Nessuno ne parla più.

(E) Nessuno ne parla più e quando sono stato lì (te lo racconto per esperienza, tu parli delle interviste di Tiziana Alterio: sono due pubblicate su Byoblu, tre su “Mepiù”) la cosa evidente, che proprio trapela dalle strade, dai palazzi, dalle persone, dagli sguardi, è una totale rassegnazione, un totale sconforto per aver combattuto e in qualche modo perso una guerra, che non è realmente persa, è semplicemente spenta!

(K) È perché i greci avevano messo una grande speranza in Tsipras, poi l’hanno mandato al potere. Lui è andato a Bruxelles, è tornato e ha applicato tutto quello che l’oligarchia criminale finanziaria speculativa gli aveva chiesto di fare. È solo quello. Tsipras ha tradito il suo popolo, come delle persone qui stanno cercando di tradire il popolo italiano e non saranno queste persone a dire la verità su quello che succede in Africa. Uno dei motivi per cui io mi sono aggiunto alla manifestazione della società civile italiana e ho anche detto  nelle diverse interviste che ho rilasciato: “ Abbiamo una sola chance: creare un cordone umanitario, una cintura umana di tutti i popoli contro questa piccola oligarchia, che sta affamando il mondo intero! “ Abbiamo appena parlato dell’Ecuador, vediamo quello che è successo nel Venezuela. È sotto gli occhi di tutti! L’attacco alla Siria?!

(E) Tu hai un’idea di come si possa veramente uscire da questo paradigma, ché, secondo me, l’unico modo per poter uscire da un paradigma è crearne uno nuovo, altrimenti non se ne esce. Hai un’idea?

(K) Prima di tutto prendere coscienza della situazione nella quale siamo: è per quello che bisogna parlare ai popoli. Ecco, spiegare quello che succede dietro le quinte. Guardate che cosa hanno fatto a Julian Assange! Un’elite così può rispettare i diritti umani? Non voglio tornare nei tempi della schiavitù, dei lavori forzati, dico: “ Dalle false indipendenze ad oggi questa oligarchia sta massacrando il popolo africano sotto gli occhi di tutti e si permette di dare lezioni ad altre persone”. Quando convocano il G7, una riunione per parlare del Brasile senza chiamare i dirigenti brasiliani, quelli fanno quello che vogliono! Solo che la massa non lo riesce a capire, perché chi accende la tv e va a sentire i dibattiti che fanno  si rende conto che parlano di tutt’altra cosa! Io dico, ripeto: “ Ogni popolo ha il diritto di vivere in pace e dignità sulla sua terra! Questo è un diritto naturale e finché questo non sarà effettivo su questa terra non ci sarà pace! “. Parlano di salvare Il globo mentre massacrano gli esseri che ci vivono. Tutti: animali, esseri umani, piante… Massacrano tutto! Dobbiamo capire che c’è una lotta, c’è una guerra feroce tra noi e questa élite e finché saremo divisi in bianchi contro neri, in neri contro neri, in bianchi contro bianchi, in musulmani contro cristiani, in ebrei contro musulmani, quelli continueranno a dominare.

(E) A proposito di divisioni è questo il problema grande del panafricanismo mi dicevi.

(K) Perché come creano il falso terrorismo così creano i falsi movimenti panafricanisti, oppure vedono una persona, che veramente è capace, la comprano. Da un po’ di anni a questa parte ho deciso di non scendere più in politica, di fare questa lotta di risveglio delle coscienze, di portare fuori la sofferenza del popolo africano, poi c’è della gente tagliata per fare la politica, come c’è gente tagliata per occuparsi di una economia basata sull’essere umano, al servizio dell’essere umano (non l’essere umano al servizio dell’economia), perché qui hanno rovesciato tutto Eugenio! Io ho visto gli ultimi decenni come hanno distrutto tutto su tutti i diritti conquistati dai giovani, dal popolo italiano riguardo il lavoro. La ciliegina sulla torta è stata il Jobs Act e questo Jobs Act lo stanno applicando ovunque in Europa.

(E) C’è il mercato che comanda.

(K) Ecco!

(E) Non comandano più i popoli.

(K) No, e dico: “ Se il Governo italiano vuole fare il falso gioco, se vuole appoggiare il Governo criminale francese, che lo faccia, però non sarà in nome del popolo italiano. Il popolo italiano deve sapere la verità! L’Africa è un campo di concentramento sorvegliato da negrieri neri, africani come me, che sottomettono il loro popolo con la forza, con l’aiuto dell’esercito occidentale francese, in particolare nella zona Subsahariana. Questa è la realtà! Chiunque obbedisce a questi poteri nessuno parla di lui, anzi lo premiano! Qui oggi è il 32-esimo anniversario della morte di Sankara.

(E) Oggi è il 15 ottobre del 2019.

(K) Sono 32 anni che hanno assassinato Sankara.

(E) E Sankara diceva che c’è un nemico comune.

(K) E certo!

(E) Ma, secondo te, questa affermazione non è un po’ pericolosa? Sa un po’ di scontro sociale?

(K) Quello che è chiaro è che c’è un’élite che sta sottomettendo tutti i popoli attraverso il sistema economico-finanziario. Oggi in Europa si sente di più, perciò i francesi sono per strada, perciò gli italiani hanno cominciato a manifestare, ma noi viviamo in questo modo 1000 volte più violento da decenni!

(E) Io su questo sono d’accordo, sono un po’ meno d’accordo sul fatto che siano le élite che impongano questo. Secondo me, gran parte della responsabilità ce l’abbiamo anche noi dandogli potere a queste élite.

(K) Ah bè, con le tv hanno il controllo. L’informazione che dovrebbero dare i giornalisti veri, i media veri, il lavoro che tu stai facendo adesso, loro non lo fanno!
Spaventano i popoli con lo spread, che è una bufala!

(E) E sono d’accordo con te, però c’è anche da dire che accendere la televisione è una scelta!

(K) Sì però, Eugenio, la gente va a lavorare, torna alla sera, accendi la tv per guardarti un film, per sentire un po’ le informazioni, quello che succede e ti senti dire le stesse cose come se fosse a reti unificate: vai su Rai 1, il dibattito è accoglienza non accoglienza; Rai2, Rai3 Mediaset e La7 senti sempre le stesse cose! Una menzogna ripetuta tante volte diventa una verità!

(E) È chiaro.

(K) Al punto che nessuno si ferma per chiedersi: “ Ma perché questi africani scappano dalla loro casa? Come questi Stati sono stati creati? Quelli che sono al potere chi sono realmente? Qual è il loro percorso umano e professionale? Qual è il ruolo, per parlare della nostra zona, della Francia nell’economia africana? “. La gente non sa, per esempio, di tutti i piccoli meccanismi che la Francia ha messo in moto in modo subdolo per avere il controllo delle banche centrali africane. Oggi le cose stanno fuori, però ancora molta gente deve capire veramente quello che succede in Africa, quindi noi dobbiamo spostare il dibattito da accoglienza – non accoglienza a quello che succede sul terreno africano, perciò ripeto sempre: “ L’Africa è una Auschwitz a dimensione continentale, cioè un campo di concentramento di 31 milioni di chilometri quadrati. “ Tutto quello che dicono riguardo all’Africa sono menzogne, non esiste una democrazia là, non esiste nemmeno uno Stato. I nomi dei Paesi africani sono stati dati dai coloni! La Costa d’Avorio non si chiamava Costa d’Avorio! Dobbiamo partire dall’inizio per fare capire alla gente qual è la situazione reale, però l’opinione pubblica si alza perché vede delle navi, gente che muore in mare! È una vergogna! E si parla solo del Mar Mediterraneo, nessuno parla della frontiera con l’America: lì ci sono migliaia di africani bloccati nel Messico. Mi chiamano tutti i giorni, mi mandano video, mi spiegano quello che succede, gli ho promesso che ne avrei parlato, però sono così preso da tante cose, che gli avevo promesso anche di chiamarli, non l’ho ancora fatto! Da tutte le parti la gente scappa per cercare di entrare in Europa, perché loro lo vogliono. Se non vogliono, dall’Africa Subsahariana nessuno si muove: perché i giovani maliani due giorni fa hanno attaccato una base militare francese? Perché hanno capito che questa base militare sta lì per cercare di dividere il loro Paese, come hanno fatto nel Sudan: hanno diviso il Sudan in due: Sudan del Nord e Sudan del Sud. Il Sudan del Sud è pieno di petrolio. In realtà in Senegal i senegalesi potrebbero vivere per decenni senza che nessuno lavori, solo dal ricavato delle ricchezze che hanno. Dove vanno a finire queste ricchezze? Ultimamente di tutti gli scandali che la BBC ha messo fuori riguardo alla corruzione sul petrolio senegalese, in Italia non se n’è parlato.
Perciò ti ho sempre detto: (in privato te l’ho detto Eugenio) “ Non mi piace essere chiamato leader. “ Non mi interessano tutti questi nominativi, no! Io devo essere considerato come un africano incazzato, ma molto incazzato, perché questo crimine contro il mio popolo, che va avanti da decenni e decenni, sotto gli occhi di tutti, camuffato dalle istituzioni internazionali, che vanno a sedersi a manipolare delle ragazzine come la Greta per parlare del clima e di tutto questo: salvare uomini in mare, quando nella realtà dei fatti l’Africa è in questa condizione perché all’Africa è stato imposto un sistema monetario che gli impedisce di crescere. Poi avremo occasione di riparlare del Franco CFA in tutti i suoi passi, per rinfrescare un po’ la memoria delle persone. Oggi non possono più negare l’evidenza del crimine contro l’umanità, che è il Franco CFA, perciò stanno cercando di camuffare le cose con la nuova moneta africana: l’ECO, quest’altro. Io ho letto tutte le dichiarazioni ai giornali, non ho detto nulla, perché so che così funziona, perché qui in Italia si sono resi conto che la popolazione ha capito una cosa e questo fa paura al potere.

(E) Chiaro, tutto il discorso dell’ECO è uscito fuori proprio a posteriori…

(K) sì sì!

(E) Di quello che abbiamo combinato noi…

(K) Ecco, ma due giorni fa la Francia ha fatto una dichiarazione dicendo: “ Cercheremo di migliorare questo sistema Monetario, faremo così, daremo più possibilità, faremo aperture. “ Tutto questo è perché la Francia ha le spalle al muro. Un’oligarchia, perché qui la società civile francese non c’entra nulla! Un’oligarchia che massacra milioni di persone al giorno! Questo è un genocidio e si permette di lanciare avvertimenti ad altri Stati? Tutte le volte che vedrai lo Stato francese aprire la bocca sui diritti umani da qualche parte, sappi che lo fa perché il loro interesse è compromesso, lo fa perché l’oligarchia, dietro questo ragazzino di Macron, gli ha dato ordine di farlo. È tutto qui! E chiunque viene al potere in Francia, dall’estrema sinistra all’estrema destra, da 70 anni a questa parte, hanno fatto solo che rafforzare il Franco CFA!

(E) Ma se i popoli non si svegliano secondo te che cosa succede?

(K) Ci porteranno a questo nuovo ordine mondiale in cui diventiamo tutti dei codici a barre e nient’altro. E l’intelligenza artificiale se è messa a servizio dell’uomo è una cosa positiva, ma usata contro l’uomo diventa un’arma letale, giusto?

(E) Siamo d’accordo certo!

(K) E loro la usano contro di noi, non la usano per migliorare la nostra vita! Ti dico, faccio un’ultima battuta, ti ricordi, quando arrivava l’Euro, che Prodi diceva che…

(E)”… lavorerete un giorno in meno e guadagnerete come aver lavorato un giorno in più… “

(K) Eugenio io ricordo che quando 25-30 anni fa qui in Italia camminavi nelle città italiane e vedevi i bottegai. È sparito tutto!

(E) Sì sì, le serrande stanno tutte giù ormai, solo i centri commerciali sono aperti.

(K) Questi ragazzi sono ragazzi nati l’altro ieri, tra 15-25 anni.

(E) Sarà normale per loro.

(K) Sarà normale per loro.

(E) Certamente.

(K) Però, per un anziano come me, che ha visto trasformarsi le società italiane, francese, ciò fa spavento! L’intelligenza artificiale può permettere all’uomo di vivere in un altro modo, cioè avere più tempo per se stesso, per meditare, per gioire di questo mondo: è tutto un fatto di riduzione delle ricchezze, non è detto, non è scritto da nessuna parte che un essere umano deve lavorare per 10 Euro al giorno per vivere!

(E) Quindi, ritornando alla mia domanda però, tu credi che ci sarà un appiattimento? Ad esempio Giulietto Chiesa parla di una guerra imminente, altri sostengono che invece non ci sarà, che ci saranno altri tipi di processi! Tu mi hai parlato prima del codice a barre, quindi, se le popolazioni, i popoli non si svegliano, il destino sarà il codice a barre, quindi un appiattimento totale? tu credi questo?

(K) È così, ma quando guardi nelle città vedi degli zombie, dei frustrati, in tutte le città del mondo e le nostre frustrazioni le scarichiamo tra di noi, mentre loro sono lì. Da una parte concordo con Giulietta Chiesa, anzi io direi che siamo già in una terza guerra mondiale, però non è una guerra come quelle che abbiamo conosciuto prima, però siamo in guerra: è una guerra tra l’umanità e quest’élite. E se loro non arrivano ai loro fini, se loro non vengono denunciati e mostrati a tutti quanti con le loro faccie, i loro metodi, il loro sistema, con gli armamenti che abbiamo oggi, se scoppia una guerra, chissà come va a finire. Poi sappiamo già che vogliono sminuire la popolazione mondiale e vediamo un po’ come le cose andranno.

(E) Per sminuire intendi diminuire di numero?

(K) Certo! E non lo nascondono nemmeno! Quando cominciano a dire che non ci saranno abbastanza risorse per l’umanità è una menzogna, è una menzogna!

(E) Ma sicuramente quella dell’aumento demografico incontrollato oggi è un tema che si sta portando avanti.

(K) Io parlo dell’Africa: sono 31 milioni di chilometri quadrati; ci sono milioni di terre che si possono coltivare: solo l’Africa può dare da mangiare al mondo intero!

(E) Sia chiaro come, quando dico: “ È un tema!” non dico che è un problema, ma quel discorso che stavi facendo tu sulla diminuzione del numero della popolazione mondiale è un tema che si sta affrontando a livelli alti. Il problema poi, a parer mio, emergerà ancora più forte quando ci saranno quelle tecnologie fondamentalmente che renderanno inutile anche l’immigrazione degli africani.

(K) Dico : “saremo due miliardi! ”, una estimazione al ribasso, perché, chi dice che va a censire il popolo Africano lo fa approssimativamente perché non arrivi da tutte le parti. Immaginati due miliardi di persone affamate.

(E) Chiaro! E immagina che qui ce ne saranno tante altre che saranno allo stesso modo affamate!

(K) Io ho visto il benessere del popolo italiano trent’anni fa, ho visto come si viveva in Italia. Oggi guardo e dico: “ Dio buono o si svegliano adesso o qui finisce male! “, però se avete dei politici che continuano a sopportare questo sistema criminale, che deviano il popolo, che mettono italiani contro italiani (lasciamo perdere gli africani), come va a finire? L’unico modo per fermare l’immigrazione è liberare l’Africa. Finché l’Africa non sarà libera, nessuno fermerà l’immigrazione. Arrivano fino alle frontiere messicane, figuratevi al Mediterraneo! Però una cosa dobbiamo capire tutti, perché è molto importante questo: passano perché li vogliono lasciare passare, sennò nessuno passa. Se danno ordine ai loro governatori in Africa di non fare partire nessuno, nessuno parte. Non ci vuole niente a bloccare la banda sahelo-sahariana, li fanno passare apposta!

(E) Quindi non serve neanche il blocco navale?

(K) No non serve. Non ci sarebbero nemmeno partenze se veramente volessero fermarlo, non lo vogliono fermare!Lo usano per fare propaganda, per deviare le persone, per creare nuovi schiavi, per creare scontri tra poveri, mentre loro stanno lì premiati dai loro padroni. Quando vedi quanto prende un parlamentare europeo… Poi tutti i vantaggi che avrà quando avrà finito il suo mandato! Comprano le coscienze. Per non entrare in altri dibattiti più approfonditi, perché già penso che a quelli lì gli sto dando un po’ fastidio…

(E) Abbiamo detto abbastanza, vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

(K) Io voglio lanciare un appello all’attuale Governo italiano anche se so che non sarà ascoltato.

(E) Ma di solito le tue interviste le ascoltano anche gli esponenti del Governo a quanto pare, l’ultima tua intervista, che abbiamo fatto su Byoblu a luglio del 2018, è stata ripresa anche da un Sottosegretario al Ministero degli Esteri, pubblicata sulla sua pagina.

(K) Sì, che ho avuto anche il piacere di conoscere personalmente.

(E) Manlio Di Stefano

(K) Dico al ministro Di Maio: “ Deve continuare anche in modo diplomatico a fare pressione sullo Stato francese, affinché questa moneta venga abolita, perché, finché questa moneta sarà in vigore, tutti i discorsi che farete: “ Aiutiamo l’Africa, questo, quest’altro… “ saranno solo una presa in giro, starete solo a prendere in giro il popolo italiano e i popoli occidentali, perché, come davo come esempio prima, in un vaso bucato puoi mettere tutta l’acqua che vuoi dentro, non si riempirà mai: questa è la situazione reale, quindi è tempo di fare pressione sull’oligarchia criminale francese per fare finire questo crimine contro l’umanità! Intanto io aspetto per vedere quale sarà la reazione della Corte Penale Internazionale e dopodiché mi rivolgerò alle Nazioni Unite. Non vi dico cosa ho in mente ora, però, se la Corte Penale Internazionale non farà il suo lavoro, io so quali saranno i prossimi passi che farò.

(E) Konare grazie per essere stato con me su MePiù anche questa volta, grazie mille grazie della tua disponibilità, che è sempre enorme…

(K) Sono io che ti ringrazio Eugenio, perché mi dai la possibilità di spiegare quello di cui nessuno vuole parlare e io penso che, se la società civile italiana sa veramente quello che succede in Africa, nessuno l’accetterebbe, quindi i nostri popoli si devono parlare, i nostri popoli si devono unire contro questa oligarchia. Dobbiamo delegittimare tutti i politici che tentano di portare avanti, di coprire questi crimini contro l’umanità, che siano italiani, africani, cinesi. Ovunque un popolo verrà sottomesso da queste catene invisibili ci dobbiamo alzare per dire no!

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